Wednesday, February 29, 2012

guerra a Bussoleno (TO)


ecco la dimostrazione di come le istituzioni vogliono DIALOGARE...

posted on fb by #AMBIENTEVALSUSA NO TAV
Dopo lo sgombero dell'autostrada A32 la polizia ha inseguito i manifestanti. riceviamo il seguente messaggio, datene massima diffusione. IL CENTRO DI BUSSOLENO E' ATTUALMENTE MILITARMENTE OCCUPATO DALLE TRUPPE CHE ATTRAVERSANO LA CITTA' IN UNA COLTRE DI GAS VIETATI IN GUERRA CON MANGANELLI ALLA MANO MASSACRANDO CHIUNQUE SI TROVI SULLA LORO STRADA!!!!!!!

violenza gratuita - free violence


la VALSUSA sta dimostrando che resistere si puo’ - e questo fa paura a questa classe dirigente e politica, abituata ad avere a che fare con gente che si cala le braghe al loro passaggio. Il loro castello sta crollando inesorabilmente perche’ l’italia si sta risvegliando.
la violenza si usa quando gli argomenti di dialogo sono finiti - nel caso TAV non ci sono mai stati: da anni gli amministratori ed i tecnici della valle chiedono di confrontarsi, DOCUMENTI ALLA MANO, con chi vuole questa ennesima opera inutile e dannosa. “loro” rispondono che sono disponibili a dialogare mentre mandano gli agenti in tenuta antisommossa ad occupare il territorio ABUSIVAMENTE - gli espropri dei terreni NON SONO STATI FATTI e di fatto il territorio e’ occupato illegalmente.
i lavori non sono ancora iniziati e l’area e’ di fatto un NON-CANTIERE.
ora e sempre - NO TAV!

The SUSA VALLEY is demonstrating that resistance is possible - and this is frightening this ruling class and these politicians, accustomed to dealing with people who drop their pants as they go by. Their castle is crumbling because italy seems finally awakening.
violence is used when dialogue is finished - on the subject of TAV (high speed train) there has never been any - for years, administrators and technicians from the valley have been demanding a meeting, WITH DOCUMENTED EVIDENCE IN HAND, with those who support yet another unnecessary and harmful project, to no avail. "They" say they are willing to talk and meanwhile they send troops in riot gear to occupy the land illegally - the expropriation of the lands has not yet been made and in fact the area is illegally occupied.
the works have not yet begun and, as it is, the area is still a NON-BUILDING SITE.
now and forever - NO TAV!

ANIMA NO TAV



author: Marinella Andrizzi Sinibaldi

Reazione di potere ai NO TAV. Solito copione senza fantasia ma con tanta smania di violenza contro il popolo.
Con le solite “comparsate” di potere, senza mai riuscire ad inventare qualcosa di nuovo, tentano di far passare per violenti chi invece rivendica, giustamente e a pieno titolo, i propri diritti; così da giustificare, agli occhi di quella parte della popolazione particolarmente beota, la violenza di potere che deve scatenarsi contro chi cerca di ostacolare le ruberie ai danni dei cittadini e che, secondo la supponenza del potere, tali vessazioni devono essere fatte! E senza che nessuno possa o debba reclamare.
All’uopo si sono persino inventati una brutta copia di “Salvo D’Acquisto”, cui hanno dato un encomio “per non aver risposto agli insulti”.
Caso strano c’era un’equipe di operatori televisivi proprio lì, pronti a riprendere la scena nei minimi dettagli. Chissà se prima avevano fatto anche le prove, per amore della perfezione?
Ma, sceneggiata a parte, come dovrebbero premiare tutti quei cittadini che, senza aver mosso un dito e avendo pienamente ragione e ogni diritto di protestare, ad ogni occasione vengono illegittimamente e regolarmente presi a manganellate, a calci e pugni dalle “democratiche” forze dell’ordine? O sarebbe più giusto, visto come si comportano, chiamarle “forse dell’ordine”?
Oltre al fatto che, a prescindere dalla evidente falsità dello “spot” alla Mario Merola, ammettendo per assurdo che sia tutto vero, non vedo per quale motivo, ‘sto carabiniere, avrebbe dovuto reagire!
Reagire contro chi ti sta dicendo la verità in faccia, non è reagire, ma è un affermare la propria posizione di alto tradimento nei confronti del popolo che hai giurato di difendere, per passare, invece, a proteggere una banda di criminali dichiarata e comprovata.
Tutto ciò fa presagire che si stiano preparando l’atto finale, in cui, come appunto da copione, tutte le colpe devono sempre essere di chi protesta. Dimenticando che, quando una popolazione protesta, ha sempre e comunque ragione, anche se, per puro caso, avesse torto!
Poiché una popolazione è sovrana come nessun’altro può esserlo, compreso un governo. Soprattutto un governo illegittimo di banche supportato da partiti corrotti e delinquenziali. Soprattutto un governo antidemocratico e criminale, pronto anche a far uccidere pur di continuare a rubare i soldi e le sovranità del popolo.

Monday, February 27, 2012

La Tav costruita sui nostri corpi

Lunedì 27 Febbraio 2012 17:12
di Massimo Zucchetti Professore ordinario - Impianti Nucleari Politecnico di Torino – Dipartimento di Energetica
Questa notte è avvenuto un blitz militare per l’allargamento del cantiere TAV in Valle Clarea, pressi di Giaglione, Valle di Susa. C’era un gran numero di forze dell’ordine e militari, ruspe, mezzi militari, saliti anche mentre sabato 7500avano pacificamente contro quest’opera assurda, inutile, dannosa, costosa. Invano. La cieca convinzione di portare avanti un allargamento del non-cantiere illegittimo ha visto l’opposizione nonviolenta dei pochi ragazzi che erano presenti sul posto. La grande mobilitazione del movimento NOTAV sarebbe infatti dovuta avvenire questa sera, questa notte, con una fiaccolata notturna ed una permanenza sul posto ad oltranza. Gli anziani della valle erano disposti ad incatenarsi agli alberi, ad oltranza. Avendolo probabilmente saputo, gli invasori hanno deciso di provare a forzare i tempi. Luca Abbà, 37 anni, agricoltore della Valsusa, molto conosciuto in Valle per la sua fiera ma nonviolenta opposione alla TAV, si è arrampicato su un traliccio per provare ad opporsi alla cieca determinazione degli invasori. Sentivamo la diretta della sua voce alla Radio (Radio Black-Out). Diceva, rivolto a quelli di sotto: “se non la piantate, io da quassù non me ne vado, avete capito?”. Poi, rivolto agli ascoltatori: “Ciao, vi saluto, UN POLIZIOTTO-ROCCIATORE mi sta incalzando da sotto”. Gli invasori lo hanno incalzato da sotto, spingendolo a salire più in alto. E’ rimasto folgorato dall’alta tensione. Sotto il traliccio non era stata posta alcuna protezione prima di incalzarlo. Avevano molta fretta, si vede. Luca è caduto a terra con un volo di molti metri. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime. I soccorsi, ritardati dai blocchi delle forze dell’ordine, hanno molto tardato ad arrivare. Alla fine è stato soccorso, intubato e trasportato all’ospedale CTO di Torino. Nemmeno dopo la caduta e le gravissime condizioni in cui versava Luca, c’è stato uno stop dei lavori. Questo appare incredibile, in spregio ad ogni norma di sicurezza e di prudenza, oltre che di rispetto. Ripetiamo: Luca è caduto dopo essersi arrampicato su un traliccio per resistere allo sgombero dei terreni ANCHE SUOI, ed è caduto perché incalzato dai militari che lo hanno inseguito sul traliccio stesso, costringendolo a salire più in alto. Luca è grave e la responsabilità della sua salute sono da attribuire esclusivamente a chi ha ordinato ed eseguito il blitz, mettendo, come poi è stato, a repentaglio la vita delle persone. Luca Abbà è grave ed è all’ospedale a Torino. E’ stato colpito da elettricità a media tensione, muove le gambe, è cosciente e orientato, ha una sospetta lesione interna con versamento, vasta emorragia interna, probabili fratture sterno e costole, ustioni di secondo grado. E’ stato posto in coma farmacologico e le notizie contradditorie di queste ore lo danno comunque in prognosi riservata ma non in pericolo di vita: è cosciente e risponde ai medici. Luca Abbà è un agricoltore che vive a Cels, dove da diversi anni ha deciso di ritornare a coltivare la terra. Abbà, ha iniziato da tempo a condurre la sua battaglia contro l’alta velocità, diventando in breve tempo il leader del Comitato No Tav Alta Valle. I famigliari, gli amici, i conoscenti ma soprattutto tutti quei colleghi che nel corso degli ultimi anni, insieme a lui, avevano dato inizio a questa battaglia per tutelare il proprio territorio dall’arrivo dell’alta velocità sono stati sconvolti dalla notizia e accorsi in ospedale, dove solamente nelle prossime ore si potranno conoscere ulteriori elementi. Nel frattempo, nella Baita in Val Clarea a ridosso del non-cantiere in fase di allargamento, quindici ragazzi resistenti si sono chiusi dentro per impedirne l’abbattimento con le ruspe. Si temono azioni estreme che possano metterli in pericolo. Tutta l’Italia civile si sta mobilitando in solidarietà a Luca ed ai resistenti NOTAV. Questo blitz militare è l’esempio di come s’intende la democrazia da parte dei propugnatori del TAV: senza alcuna copertura legale, militarmente, disprezzando anche la vita umana. La TAV dovrebbe quindi essere costruita passando sui nostri corpi. Violentando non solo la natura della Val Susa, oltre che ogni normale regola di buon senso, ma anche i nostri stessi corpi: passando sui corpi dei valsusini, sui corpi di tutti coloro che opponendosi a quest’operazione militare – che ormai nulla ha più a che vedere con un cantiere – verranno calpestati non solo nei diritti ma anche di fatto, nel fisico e nell’incolumità. Saremo noi, che ci opporremo fino all’estremo, che quindi dovremo costituire i piloni e il pavimento del buco TAV nella montagna.

fonte: www.etinomia.org

Saturday, February 25, 2012

La TAV non la vogliono neppure i francesi- Blog di Beppe Grillo

La TAV non la vogliono neppure i francesi- Blog di Beppe Grillo:

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"La Torino-Lione non è più un tabù. Il progetto ha smesso di essere “intoccabile” in Francia, dove ambientalisti e partiti contestano apertamente la super-linea ferroviaria contro cui si batte la valle di Susa, ritenendola un salasso finanziario devastante per l’ambiente e soprattutto inutile, come confermato dai 400 docenti universitari che hanno sottoscritto l’appello rivolto a Mario Monti, promosso da Luca Mercalli e Sergio Ulgiati. Ora il “fronte critico” si allarga alla Savoia, dove si oppongono al progetto sia le maggiori associazioni ecologiste, sia l’Ump, il partito di Sarkozy. Sigle come Fapna e Fne, cartelli ecologisti fino a ieri favorevoli al progetto, hanno cambiato idea: colpa delle "rilevanti carenze" del dossier, su temi come sostenibilità ambientale e redditività di una infrastruttura faraonica, destinata all’improbabile trasporto merci Italia-Francia, ormai in declino. Le organizzazioni ambientaliste sottolineano che il progetto non contribuirà in alcun modo al decantato trasferimento dalla gomma alla rotaia". (segnalazione di Mr SPOCK, VG)
Ps: Domani manifestazione "L'Italia che Resiste in Val Susa"