mi i l'hai pi nen tanta veuja 'd gieughe
need I say more?
Monday, May 26, 2014
Saturday, May 18, 2013
le menzogne del governo sul movimento NO TAV
da notav.info
Comunicato stampa del Movimento No Tav
[il grassetto all'interno dell'articolo è mio]
Tre giorni continui di attacchi mediatici e politici alla Valle di Susa e al movimento No Tav. Proviamo per punti a raccontare la cruda realtà:
- L'azione di lunedì notte non è stata rivendicata, le uniche notizie che rimbalzano sui giornali arrivano direttamente dalla questura e dall'interno del cantiere.
- La realtà è che non ci sono stati feriti e l'attacco è avvenuto alle cose e non alle persone. Un compressore annerito è l'unico "ferito". Un pò poco per giustificare un "tentato omicidio", a meno che anche il compressore sia considerato un operaio del cantiere.
- Quando il ministro degli interni Alfano, seguito dal solito coro bipartisan, parla "di atto terroristico" e "ricerca del morto" o non sa di cosa parla o lo sa benissimo e falsifica deliberatamente i fatti reali usando, lui sì, toni terroristici.
-Noi temiamo che qualche povero cristo ci lascerà davvero le penne immolato sull'altare della "ragion di stato" e non per mano dei No Tav, ma per cancellare i No Tav dalla Storia, e tutto questo ricorda maledettamente la "strategia della tensione" degli anni '70 e '80.
- Ribadiamo che il tagliare le reti e il colpire macchinari sono azioni non violente.
- Il giorno dopo l'azione il piccolo presido No Tav a ridosso delle reti è stato completamente devastato (da chi? visto che lì o ci sono i No Tav o le forze dell'ordine?)... ma nessuno chiaramente ne parla...
- Ci chiediamo dove siano stati i ministri in questione che oggi sputano dure sentenze, quando le forze dell'ordine picchiavano e lanciavano lacrimogeni contro manifestanti inermi.
- Ci chiediamo dove fosse lo Stato quando la polizia compì un tentato omicidio durante lo sgombero della baita Clarea nel febbraio 2012, senza neanche fermare i lavori.
- Denunciamo come pretestuosa e intimidatoria la richiesta del senatore Stefano Esposito di procedere contro il giornalista Fabrizio Salmoni per “Istigazione a delinquere e minacce”, per il suo articolo “C’è lavoratore e lavoratore: per esempio ci sono i crumiri”, ampiamente ripresa dai giornali e TV, mistificando il reale contenuto dell’articolo.
- Il ministro degli interni dovrebbe preoccuparsi delle ditte che lavorano all'interno del cantiere: l'altro ieri è arrivata la Pato Perforazioni di Rovigo: ditta a cui il 13 marzo è stata tolta la certificazione antimafia e guarda caso adesso lavora al cantiere della Maddalena aggiungendosi alle già molte altre ditte che hanno subito condanne in via definitiva per bancarotta fraudolenta, tangenti..ecc ecc.
- Così facendo svendono la nostra terra ai soliti mafiosi impuniti, sono complici della distruzione irreversibile della Val Clarea e in altre porzioni della valle, infischiandosene della vita e del futuro di chi la abita.
- Se pensano di intimorirci con le loro dichiarazioni roboanti si sbagliano. Noi a Chiomonte continueremo ad andarci e inizieremo da venerdì con l' inizio della tre giorni di campeggio, che è un anticipo della lunga estate di lotta che il movimento no tav sta organizzando
Movimento No Tav
16/05/2013
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grandi opere
da Liberazione del 16/5/13
Locatelli (Prc): «Governo ottuso sulle grandi opere»
Siamo alla più palese dimostrazione di ottusità politica. Dopo aver parlato a sproposito di tentato “omicidio” e rischio “terrorismo” in ordine all’incursione alle reti del cantiere di Chiomonte il governo, per tramite il Ministro dei Trasporti e infrastrutture, annuncia che nel giro di due settimane sarà ratificato il trattato internazionale con la Francia per la realizzazione dell’AV Torino Lione. Il messaggio è chiaro: si va avanti a testa bassa, manu militare con l’unico obiettivo di realizzare un’opera contestatissima perché inutile, costosa e distruttiva. Qui sta la vera e propria violenza, quella di una classe politica e di governo che non sente ragioni se non quelle che provengono dal gigantesco giro di affari che ruota interno al Tav. Sull’AV Torino-Lione il governo dice di volere andare avanti dopo che il presidente della commissione lavori pubblici Alfiero Matteoli lamenta – al peggio non c’è mai fine - la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto con quest’acuta dissertazione: «Non vorrei che si creasse una sorta di razzismo infrastrutturale volere solo la Tav e non il Ponte». Siamo al delirio. Per tutte queste ragioni è importante che continui la mobilitazione contro la politica dissennata delle “grandi opere” speculative. Rifondazione Comunista, più che mai, non mancherà di dare il proprio sostegno alle manifestazioni di protesta decise dal movimento NoTav.
Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino
in data:16/05/2013
Locatelli (Prc): «Governo ottuso sulle grandi opere»
Siamo alla più palese dimostrazione di ottusità politica. Dopo aver parlato a sproposito di tentato “omicidio” e rischio “terrorismo” in ordine all’incursione alle reti del cantiere di Chiomonte il governo, per tramite il Ministro dei Trasporti e infrastrutture, annuncia che nel giro di due settimane sarà ratificato il trattato internazionale con la Francia per la realizzazione dell’AV Torino Lione. Il messaggio è chiaro: si va avanti a testa bassa, manu militare con l’unico obiettivo di realizzare un’opera contestatissima perché inutile, costosa e distruttiva. Qui sta la vera e propria violenza, quella di una classe politica e di governo che non sente ragioni se non quelle che provengono dal gigantesco giro di affari che ruota interno al Tav. Sull’AV Torino-Lione il governo dice di volere andare avanti dopo che il presidente della commissione lavori pubblici Alfiero Matteoli lamenta – al peggio non c’è mai fine - la mancata realizzazione del Ponte sullo Stretto con quest’acuta dissertazione: «Non vorrei che si creasse una sorta di razzismo infrastrutturale volere solo la Tav e non il Ponte». Siamo al delirio. Per tutte queste ragioni è importante che continui la mobilitazione contro la politica dissennata delle “grandi opere” speculative. Rifondazione Comunista, più che mai, non mancherà di dare il proprio sostegno alle manifestazioni di protesta decise dal movimento NoTav.
Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc di Torino
in data:16/05/2013
Thursday, May 16, 2013
cronache TAV
da Liberazione 15.05.2013
«Tav, è tentato omicidio»
Tanto per stemperare un po' la tensione in Val Susa, la Procura di Torino ha deciso di ipotizzare il reato di tentato omicidio per l'attacco al cantiere di Chiomonte dell'altra notte. Per gli inquirenti c'è un evdente salto di qualità, mentre il governo ha deciso di mettere in piedi una task force ad hoc. Il fascicolo per ora è aperto contro ignoti. A Palazzo di Giustizia il capo della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi, ha incontrato i magistrati che si occupano delle indagini per fare il punto della situazione. I pubblici ministeri procedono anche per danneggiamento, porto di materiale esplodente e altri reati connessi. Ed è chiaro che l'obiettivo è quello di inasprrire i toni e creare allarme, per avere poi maggior agio nell'uso del pugno duro e della repressine: «Sta cambiando la strategia. Stanno avanzando frange estremiste politicizzate e siamo preoccupatissimi» dice per esempio il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard (favorevole alla Torino-Lione), ai microfoni del Tgcom24. «Se il mio Stato dice che questa è un’opera necessaria – aggiunge – io posso discutere su come realizzarla, ma pensare che l’opera possa diventare momento di sfogo e scontro politico per personaggi che giustificano la loro campagna elettorale, mi trova in disaccordo. Strumentalizzazione? Questo è chiaro». Stamattina a Bussoleno era previsto un incontro dei tecnici di Ltf per illustrare il progetto alla popolazione locale, ma nessuno della società si è fatto vedere. Il Movimento aveva organizzato “comitto di accoglienza" che si è trasformato in presidio davanti alla sala consiliare del Comune. Quando i manifestanti sono arrivati ad attenderli c'era un manifestino affisso in serata dal sindaco Anna Allasio (Pd) in cui si comunicava che l’incontro era saltato dopo «il degradarsi delle situazione». «Un nulla di fatto insomma - dicono nel movimento - l’incontro salta per la paura che hanno i tecnici e il personale della società di incontrare i cittadini. Bè questo, ascoltando la rabbia dei proprietari e dei presenti questa mattina non può che essere il minimo. Tecnici di una società che ruba terreni, costruisce a spese di tutti cantieri e opere inutili devono avere paura, la giusta paura che un saccheggiatore violento e protetto dai poliziotti deve avere quando incontra le persone alle quali arreca danno, violenza e ingiustizia. I cori di condanna, le passerelle dei ministri non tengono conto della realtà, della vita quotidiana di una popolazione che vive con la minaccia, già in parte reale di vedere il proprio futuro compromesso e la propria terra distrutta. Si può anche pensare in una stanza chiusa a chilometri di distanza che la questione tav si risolva con la forza, con più militari, più arresti, più recinzioni - dicono ancora i NoTav - ma questo ragionamento deve poi essere riportato alla realtà di un popolo che viene messo ogni giorno di più con le spalle al muro, difendendosi e reagendo alle violenze subite. Questa sera ancora un altro appuntamento in paese per discutere di espropri e lotta notav, al salone don Bunino di Bussoleno alle ore 21.00».
--- comment
cosi', tanto per dire, pare STRANO che ci sia stato questo attentato proprio quando non si stava piu' parlando di TAV ... nessuno riuscira' a convincermi che non si tratta dei soliti infiltrati che "alzano i toni" per continuare a giustificare l'assurda repressione che si continua a perpetrare in Valsusa.
NO TAV!
«Tav, è tentato omicidio»
Tanto per stemperare un po' la tensione in Val Susa, la Procura di Torino ha deciso di ipotizzare il reato di tentato omicidio per l'attacco al cantiere di Chiomonte dell'altra notte. Per gli inquirenti c'è un evdente salto di qualità, mentre il governo ha deciso di mettere in piedi una task force ad hoc. Il fascicolo per ora è aperto contro ignoti. A Palazzo di Giustizia il capo della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi, ha incontrato i magistrati che si occupano delle indagini per fare il punto della situazione. I pubblici ministeri procedono anche per danneggiamento, porto di materiale esplodente e altri reati connessi. Ed è chiaro che l'obiettivo è quello di inasprrire i toni e creare allarme, per avere poi maggior agio nell'uso del pugno duro e della repressine: «Sta cambiando la strategia. Stanno avanzando frange estremiste politicizzate e siamo preoccupatissimi» dice per esempio il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard (favorevole alla Torino-Lione), ai microfoni del Tgcom24. «Se il mio Stato dice che questa è un’opera necessaria – aggiunge – io posso discutere su come realizzarla, ma pensare che l’opera possa diventare momento di sfogo e scontro politico per personaggi che giustificano la loro campagna elettorale, mi trova in disaccordo. Strumentalizzazione? Questo è chiaro». Stamattina a Bussoleno era previsto un incontro dei tecnici di Ltf per illustrare il progetto alla popolazione locale, ma nessuno della società si è fatto vedere. Il Movimento aveva organizzato “comitto di accoglienza" che si è trasformato in presidio davanti alla sala consiliare del Comune. Quando i manifestanti sono arrivati ad attenderli c'era un manifestino affisso in serata dal sindaco Anna Allasio (Pd) in cui si comunicava che l’incontro era saltato dopo «il degradarsi delle situazione». «Un nulla di fatto insomma - dicono nel movimento - l’incontro salta per la paura che hanno i tecnici e il personale della società di incontrare i cittadini. Bè questo, ascoltando la rabbia dei proprietari e dei presenti questa mattina non può che essere il minimo. Tecnici di una società che ruba terreni, costruisce a spese di tutti cantieri e opere inutili devono avere paura, la giusta paura che un saccheggiatore violento e protetto dai poliziotti deve avere quando incontra le persone alle quali arreca danno, violenza e ingiustizia. I cori di condanna, le passerelle dei ministri non tengono conto della realtà, della vita quotidiana di una popolazione che vive con la minaccia, già in parte reale di vedere il proprio futuro compromesso e la propria terra distrutta. Si può anche pensare in una stanza chiusa a chilometri di distanza che la questione tav si risolva con la forza, con più militari, più arresti, più recinzioni - dicono ancora i NoTav - ma questo ragionamento deve poi essere riportato alla realtà di un popolo che viene messo ogni giorno di più con le spalle al muro, difendendosi e reagendo alle violenze subite. Questa sera ancora un altro appuntamento in paese per discutere di espropri e lotta notav, al salone don Bunino di Bussoleno alle ore 21.00».
--- comment
cosi', tanto per dire, pare STRANO che ci sia stato questo attentato proprio quando non si stava piu' parlando di TAV ... nessuno riuscira' a convincermi che non si tratta dei soliti infiltrati che "alzano i toni" per continuare a giustificare l'assurda repressione che si continua a perpetrare in Valsusa.
NO TAV!
Saturday, February 16, 2013
Il M5S sul processo ai NO TAV
dal blog: maverick
Due pesi, due misure.
Riteniamo inconcepibile la costituzione di parte civile per oltre 1 milione di euro da parte dei Ministeri contro il movimento No Tav. Costituitasi anche la Presidenza del Consiglio, ma resta ignota ancora la cifra richiesta per un fantomatico "danno d'immagine" (perché non lo chiede ai mafiosi? O a chi ha fatto fallire MPS? O a chi fa cadere a pezzi Pompei?). Inconcepibile perché viene a seguito di una violenza diffusa e continua perpetrata dalle istituzioni nei confronti dei cittadini (blocchi stradali, recinzioni abusive, violenze di diversi agenti delle FF.OO.) a seguito di un cantiere illegale (manca il progetto esecutivo e la sua estensione è ben oltre quella del progetto definitivo) perun'opera inutile e anti-economica.
Riteniamo inconcepibile la costituzione di parte civile per oltre 1 milione di euro da parte dei Ministeri contro il movimento No Tav. Costituitasi anche la Presidenza del Consiglio, ma resta ignota ancora la cifra richiesta per un fantomatico "danno d'immagine" (perché non lo chiede ai mafiosi? O a chi ha fatto fallire MPS? O a chi fa cadere a pezzi Pompei?). Inconcepibile perché viene a seguito di una violenza diffusa e continua perpetrata dalle istituzioni nei confronti dei cittadini (blocchi stradali, recinzioni abusive, violenze di diversi agenti delle FF.OO.) a seguito di un cantiere illegale (manca il progetto esecutivo e la sua estensione è ben oltre quella del progetto definitivo) perun'opera inutile e anti-economica.
Inconcepibile perché mai le istituzioni si sono costituite parte civile a difesa dei cittadini brutalmente pestati alla Diaz e mai comunque a difesa dei cittadini danneggiati dalle istituzioni stesse.
Il MoVimento 5 Stelle è qui proprio per cambiare lo stato delle cose tramite il voto democratico. Ridaremo le istituzioni ai cittadini e assicureremo una giustizia equa, facendo sbaraccare ogni cantiere abusivo e facendo perseguire ogni servitore dello Stato infedele.
Davide Bono - Capogruppo MoVimento 5 Stelle Regione Piemonte
Marco Scibona - capolista al Senato MoVimento 5 Stelle Piemonte
Marco Scibona - capolista al Senato MoVimento 5 Stelle Piemonte
Monday, December 24, 2012
Palabra de artivista » Homófoba Navidad Vaticana
Palabra de artivista » Homófoba Navidad Vaticana:
'via Blog this'
Tras las declaraciones —casi tan homófobas como absurdas— del Papa Benedicto XVI para la Jornada Mundial de la Paz afirmando que “El matrimonio gay es una amenaza a la paz” (sí, y tus Prada rojos son una amenaza para la salud mental de los miles de maricas reprimidos que pululan por tu reino con ganas de gritarte “¡qué horror, Susan… tidad!”), el diário La Stampa cuenta en su sección Vatican Insider que el pasado domingo 16 un grupo de unos 15 activistas italianos que portaban coloridas cartulinas en forma de corazón se manifestó pacíficamente en la Plaza de San Pedro mientras el Papa —de reluciente pasado nazi— leía el Ángelus (esa pieza cómica que recuerda que a una mujer obligatoriamente virgen la dejó preñada una paloma aunque vivía con un hombre que no consumó el sexo con mujer alguna e hizo de padre del hijo subrogado del vientre de alquiler de la paloma… que hablen luego de modelos de familia alternativos, zoofilia u homosexuales los cristofascistas).
En los corazones se podían leer consignas como “Homofobia = muerte”, “Quien odia hiere”, “Tu paz rima con odio” o “Soy lesbiana y no soy un peligro”. Otro de los manifestantes llevaba una pancarta que decía: “Todos somos Pussy Riot” en alusión a las activistas que protestaron contra Putin en la catedral de Moscú. Obviamente, armas de destrucción masiva, razón por la cual la policía les arrancó tan peligrosos exlosivos y les desalojo con muy malas maneras según contaron ellos.
Pero nuestros peligrosos activistas no conocen el desaliento y un poco después volvieron a aparecer en ese reino de amor, “libertad religiosa” y caridad cristiana que es el Vaticano, portando esta vez armas mucho más mortíferas: unos carteles en varios idiomas en los que se leía un rotundo “Las bodas homosexuales no afectan a la paz. Las armas sí”, en clara alusión a la repugnante hipocresía católica que se permite acusarnos de amenaza a la paz (junto al aborto y la eutanasia) cuando el Vaticano es el mayor traficante de armas del mundo.
¡Cómo se va a comparar un beso entre dos mujeres o dos hombres con una mina antipersonas que amputa las piernas de un niño africano de 5 años! ¡O con esas bombas de racimo que vendía nuestro catoliquísimo Ministro de Defensa, tan cercano él al Opus Dei! ¡Mucho más peligroso para la paz el beso, dónde vas a ir a parar! Y si encima se da con naturalidad, en plena calle, cogidos de la mano, en lugar de escondidos en un seminario, follando sin condón en un retiro del Opus o abusando de un monaguillo menor de edad en la penumbra de una sacristía… ¡es terminal para la paz del mundo!, ¡el Armagedón!
Pues esta perversa y pérfida reflexión estaban proponiendo nuestros activistas cuando los defensores de la paz que se llaman policía vaticana se les tiraron encima como gorilas en celo, les arrancaron los carteles con innecesaria violencia, les forzaron a acompañarles “con tranquilidad, aquí no pasa nada”, [...]
Tras esta violenta represión, los activistas fueron detenidos y retenidos durante una hora para identificarles (en el mismo video se escucha cómo les piden el DNI, suponemos que, al modo Cifuentes en Madrid, para ponerles una costosa multa por practicar la peligrosa libertad de expresión pacífica).
Como dijo a Reuters Gianfranco Mascia, un activista de 52 años que organizó la protesta: ”Encontramos intolerable la afirmación de que las uniones homosexuales son peligrosas para el mundo. Las armas son mucho más peligrosas. No a las armas, sí a los derechos para todas las personas”.
Estas son las navidades que celebra la Iglesia. Desde que inventaron el mito de Jesús, o más bien hicieron un cutre refrito de dioses paganos (¿Horus, eres tú?, os lo confirmará el esclarecedor La conspiración de Cristo, la mayor ficción de la historia), creen que pueden explotar la marca “Cristo” para someter, engañar y estafar a todo el que se cruce en su camino. Y al que se oponga… ¡hierro!
Desde luego, es irónico que estos cristofascistas que se pasan el día declarándose víctimas, perseguidos y que desgastan la palabra “libertad” confundiéndola con invasión, anexión y apropiación del espacio del otro para mantener sus mentiras y opresiones, para destruir la más mínima oposición a esa violencia que llaman “libertad religiosa”, sigan siendo los más violentos. ¿Y estos hablan de paz? Cuando estas noches cantéis eso de “noche de paz, noche de amor”, recordad los millones de creyentes africanos que están muriendo de sida por culpa de criminal Papa o la de niños, hombres y mujeres que están matando las armas que el Vaticano produce… o la de jóvenes homosexuales de familias católicas que se van a intentar suicidar estos días sintiéndose solos, culpables, estigmatizados por sus propias familias de fanáticos Kikos, cercanos al Opus, o de Legionarios de Cristo, o de Regnum Christi o los miles de sectas de sacaperras que utilizan la mentira de ese Cristo que se supone que nació en estas fechas para que unos cuantos espabilados pudiesen hacer negocio inmobiliario vendiendo parcelas en el más allá. La gran estafa inmobiliaria de la Iglesia Católica. Negocio, fun fun fun.
[...]
source : http://bit.ly/ReQ1EN
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Tras las declaraciones —casi tan homófobas como absurdas— del Papa Benedicto XVI para la Jornada Mundial de la Paz afirmando que “El matrimonio gay es una amenaza a la paz” (sí, y tus Prada rojos son una amenaza para la salud mental de los miles de maricas reprimidos que pululan por tu reino con ganas de gritarte “¡qué horror, Susan… tidad!”), el diário La Stampa cuenta en su sección Vatican Insider que el pasado domingo 16 un grupo de unos 15 activistas italianos que portaban coloridas cartulinas en forma de corazón se manifestó pacíficamente en la Plaza de San Pedro mientras el Papa —de reluciente pasado nazi— leía el Ángelus (esa pieza cómica que recuerda que a una mujer obligatoriamente virgen la dejó preñada una paloma aunque vivía con un hombre que no consumó el sexo con mujer alguna e hizo de padre del hijo subrogado del vientre de alquiler de la paloma… que hablen luego de modelos de familia alternativos, zoofilia u homosexuales los cristofascistas).
En los corazones se podían leer consignas como “Homofobia = muerte”, “Quien odia hiere”, “Tu paz rima con odio” o “Soy lesbiana y no soy un peligro”. Otro de los manifestantes llevaba una pancarta que decía: “Todos somos Pussy Riot” en alusión a las activistas que protestaron contra Putin en la catedral de Moscú. Obviamente, armas de destrucción masiva, razón por la cual la policía les arrancó tan peligrosos exlosivos y les desalojo con muy malas maneras según contaron ellos.
Pero nuestros peligrosos activistas no conocen el desaliento y un poco después volvieron a aparecer en ese reino de amor, “libertad religiosa” y caridad cristiana que es el Vaticano, portando esta vez armas mucho más mortíferas: unos carteles en varios idiomas en los que se leía un rotundo “Las bodas homosexuales no afectan a la paz. Las armas sí”, en clara alusión a la repugnante hipocresía católica que se permite acusarnos de amenaza a la paz (junto al aborto y la eutanasia) cuando el Vaticano es el mayor traficante de armas del mundo.
¡Cómo se va a comparar un beso entre dos mujeres o dos hombres con una mina antipersonas que amputa las piernas de un niño africano de 5 años! ¡O con esas bombas de racimo que vendía nuestro catoliquísimo Ministro de Defensa, tan cercano él al Opus Dei! ¡Mucho más peligroso para la paz el beso, dónde vas a ir a parar! Y si encima se da con naturalidad, en plena calle, cogidos de la mano, en lugar de escondidos en un seminario, follando sin condón en un retiro del Opus o abusando de un monaguillo menor de edad en la penumbra de una sacristía… ¡es terminal para la paz del mundo!, ¡el Armagedón!
Pues esta perversa y pérfida reflexión estaban proponiendo nuestros activistas cuando los defensores de la paz que se llaman policía vaticana se les tiraron encima como gorilas en celo, les arrancaron los carteles con innecesaria violencia, les forzaron a acompañarles “con tranquilidad, aquí no pasa nada”, [...]
Tras esta violenta represión, los activistas fueron detenidos y retenidos durante una hora para identificarles (en el mismo video se escucha cómo les piden el DNI, suponemos que, al modo Cifuentes en Madrid, para ponerles una costosa multa por practicar la peligrosa libertad de expresión pacífica).
Como dijo a Reuters Gianfranco Mascia, un activista de 52 años que organizó la protesta: ”Encontramos intolerable la afirmación de que las uniones homosexuales son peligrosas para el mundo. Las armas son mucho más peligrosas. No a las armas, sí a los derechos para todas las personas”.
Estas son las navidades que celebra la Iglesia. Desde que inventaron el mito de Jesús, o más bien hicieron un cutre refrito de dioses paganos (¿Horus, eres tú?, os lo confirmará el esclarecedor La conspiración de Cristo, la mayor ficción de la historia), creen que pueden explotar la marca “Cristo” para someter, engañar y estafar a todo el que se cruce en su camino. Y al que se oponga… ¡hierro!
Desde luego, es irónico que estos cristofascistas que se pasan el día declarándose víctimas, perseguidos y que desgastan la palabra “libertad” confundiéndola con invasión, anexión y apropiación del espacio del otro para mantener sus mentiras y opresiones, para destruir la más mínima oposición a esa violencia que llaman “libertad religiosa”, sigan siendo los más violentos. ¿Y estos hablan de paz? Cuando estas noches cantéis eso de “noche de paz, noche de amor”, recordad los millones de creyentes africanos que están muriendo de sida por culpa de criminal Papa o la de niños, hombres y mujeres que están matando las armas que el Vaticano produce… o la de jóvenes homosexuales de familias católicas que se van a intentar suicidar estos días sintiéndose solos, culpables, estigmatizados por sus propias familias de fanáticos Kikos, cercanos al Opus, o de Legionarios de Cristo, o de Regnum Christi o los miles de sectas de sacaperras que utilizan la mentira de ese Cristo que se supone que nació en estas fechas para que unos cuantos espabilados pudiesen hacer negocio inmobiliario vendiendo parcelas en el más allá. La gran estafa inmobiliaria de la Iglesia Católica. Negocio, fun fun fun.
[...]
source : http://bit.ly/ReQ1EN
Wednesday, December 5, 2012
No TAV, ¡prohibido manifestarse!/ Testimonio de Alfredo, activista No Tav
No TAV, ¡prohibido manifestarse!
9.00h: Hemos llegado a Lyon para participar en la manifestación No Tav coincidiendo con el encuentro italo-francés. Aparcamos el coche y vamos andando hacia la concentración (legalmente autorizada)
9.10h: nos rodean 8 (sí, 8) coches con las sirenas en marcha de la policia francesa, alrededor de 30 agentes -cuando nosotros somos 5- .
Nos llevan a un muro, nos registran minuciosamente, nos identifican y nos tienen retenidos allí durante una hora. La gente se asoma desde las terrazas, preocupada. A los peatones no se les permite caminar a nuestro lado. Estamos como en una peli, parece una escena de Taxxxi.
10.10h: la policia nos deja ir, sin consecuencias. Contactamos con los amigos que están llegando en 12 autobuses desde el Piamonte. Tenían que estar ya cerca de Lyon, pero están todavía en la frontera francesa. La policía les ha parado en la autopista, los controles son muy lentos.
12.00h: los autobuses han sido detenidos más veces, controlados e identificados en la carretera. A esta hora tenía que empezar la concentración de protesta aquí en la Gare des Brotteaux, donde nosotros y alrededor de 500 franceses les estamos esperando.
14.00h: a la entrada de Lyon los autobuses son retenidos otra vez. A esta hora tenía que empezar a moverse la manifestación.
16.00h: después de 10 horas de un viaje que tenía que durar 4 ó 5, los autobuses No Tav de Turin y Val di Susa llegan a la Plaza Brotteaux. De los autobuses bajan las caras de siempre, las que animan hace 20 años el movimiento. Las personas de los comités, muchos pensionistas, gente de mediana edad. No sólo los activistas de toda la vida, sino también simples ciudadanas. El valle está siempre presente. Y la banda musical No Tav empieza a tocar las trompetas.
16.05h: desde los altavoces, los organizadores italianos invitan a un desfile “pacífico, ordenado y tranquilo”. Además, la plaza está muy lejos del lugar donde se celebraba el encuentro intergubernamental, que de todos modos ya había acabado. Pero la policia piensa de otra manera: rodea la plaza con un despligue absolutamente desproporcionado, montando vallas de hierro y tanquetas de agua. Es casi imposile entrar en la plaza, y es absolutamente imposible salir. No se quiere permitir que los manifestantes (alrededor de 1.000 entre italianos y franceses) se mueven en desfile. Los franceses de la plaza rechazan la mediación de los comités No Tav. Estamos enjaulados. El clima es muy tenso, pero no hay ningún incidente. La banda No Tav deja de tocar.
18.00h: Los No Tav italianos suben a los autobuses para volver hacia Turin. Pero la policia no les deja salir de la plaza, porque quiere identificar antes y parar algunos manifestantes franceses que han hecho detonar algún petardo en la plaza.
18.30h: Empiezan las cargas policiales en el limitado perímetro de la plaza Brotteaux. Y aquí lo que pasa es increíble: la policia utiliza porras y spray pimienta, incluso dentro de los autobuses, contra los de el Val di Susa que habían bajado de los autobuses para averiguar lo que estaba pasando. Algunos antidisturbios empezan a entrar dentro de los autobuses para identificar a los pasajeros. Hay algun herido por golpes de porra, y muchos -sobretodo gente mayor- con crisis respiratorias.
19.00h: los 12 autobuses pueden por fin partir hacia Italia. Coches de la policía escoltan a algunos hacia la frontera, a 200km de Lyon. Este día por suerte acaba aquí.
Hoy, en Lyon, la libertad de manifestarse ha sido suspendida. Hoy un movimiento con más de 20 años de historia ha sido secuestrado, ultrajado, tratado como si fuera la peor delincuencia organizada. La intimidación, el aislamiento, la exasperación y la violencia utilizados por parte de las fuerzas del orden francesas no han sido desproporcionadas o exageradas, sino totalmente infundadas. Hay que hacerse unas preguntas sobre las modalidades de gestión del orden público: ¿qué sentido tiene parar e identificar más de una vez a los manifestantes en los autobuses para evitar que participaran en una manifestación? ¿Qué sentido tienen escoltarles hasta la salida del país? ¿Qué sentido tiene encerrar 1.000 personas en una plaza-jaula, cuando además el encuentro institucional ya había concluído, a muchos kilómetros de la plaza? Sobre estas preguntas debemos reflexionar, desde mañana. No sólo en el Val di Susa, sino en Italia. A partir de mañana, ahora es mejor irse a dormir. Buenas noches, democracia. Buenas noches, Europa.
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LINKS
Lyon: repressione per tutti/ Lyon: represión para todos [IT]
Lyon : sospesi diritti umani, cariche gas lacrimogeni pestaggi su autobus sequestrati/ Lyon: derechos humanos suspendidos, cargas, gas lacrimogéno, palizas en autobuses secuestrados [IT]
The NO TAV struggle in the Susa Valley [EN]
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